Sono andato a letto presto

  

E intanto stamattina ci ho messo due minuti a ricordarmi come si faceva il nodo alla cravatta. Mi sono un po’ preoccupato.

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#geografie 

Mentre mangiavamo, quello piccolo ed io, si guardava Peppa Pig che insieme a George andava a casa di Rebecca Rabbit per pranzo e di primo e secondo c’erano solo carote e quando infine è arrivata anche la torta di carote io stavo morsicando un arancio ma mi è venuto in bocca il gusto di carota.

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#storie 

Ieri è incredibile stavo guardando un video della canzone Confessioni di un malandrino di Branduardi che riprende la poesia Confessioni di un teppista di Esenin e a un certo punto mentre ascoltavo la musica mi sono venute in mente quelle donne europee che vanno a Petra a cercare avventure con gli abitanti del posto, che pare che sia proprio un filone questo pellegrinaggio amoroso sessuale di certe signore delle nostre parti. E non c’era un motivo preciso per pensarci, è successo e basta. Solo che poi dopo sono andato a cercare su Wikipedia la biografia di Eisenin e nell’elenco delle opere quando parlava di Confessioni di un teppista c’era un rimando alla versione di Branduardi e allora ci sono entrato e ho letto che un verso della canzone che riprende la poesia di Esenin è servito come ispirazione per un rap di Caparezza che si intitola La fitta sassaiola dell’ingiuria. E la cosa incredibile è che quando sono andato a vedere il video del rap di Caparezza ecco, era ambientato proprio a Petra. Non so se è incredibile ma un po’ curioso sì che lo è.

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#storie 

Non mi ero mai accorto che in quella famosa poesia sugli italiani, quella che dice l’intelligenza non avrà mai peso mai nel giudizio di questa pubblica opinione nemmeno sul sangue dei lager tu otterrai da uno dei milioni di anime di questa nazione un giudizio netto interamente indignato e poi prosegue, ecco non mi ero mai accorto che Pasolini ripete due volte la parola giudizio in poche righe. E l’ho pensato stamattina a letto ed è strano perché questi versi io li avrò recitati a memoria centinaia di volte e se è vero che in certi casi le ripetizioni rafforzano l’effetto qui non mi sembra, mi sembra piuttosto una distrazione. Chissà.

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#geografie 

Ho appena sentito alla tele che lo Zambia non ha un inno nazionale proprio ma l’ha preso in prestito dal Sudafrica cioè la musica e le parole sono le stesse solo che al posto di Sudafrica dicono Zambia. E mi è sembrata una notizia così bella che mica sono andato a controllare se è vera, che poi uno ci rimane male e gli inni nazionali alla fine non li ascolta neanche più.

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#storie 

Imparare a distinguere i libri buoni da quelli cattivi, le idee originali da quelle copiate. E così via.

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#geografie 

Così è arrivato il materasso nuovo che allegria, che quell’altro non si poteva più guardare poveretto era tutto a seni e a golfi e ci alzavamo con i dolori che alla nostra età che volete che vi dica. Ci han detto per farcelo comprare che è un materasso speciale di un materiale che ha inventato la NASA per mandare nello spazio la gente, dove rimane la forma del corpo e non rimbalzi e non ti alzi con i dolori che è una cosa che uno ringrazia. E’ un po’ come essere sulla riva del mare, questo lo dico io, quando ti stendi sulla sabbia bagnata poi ti alzi e ti vedi lì riprodotto finché non arriva l’onda, che bene si dorme sulla riva del mare mi viene da aggiungere. Poi però nella notte ci siamo svegliati di brutto tutti e due all’unisono (ahi, l’unisono) e ci siam detti e se ci avessero fregato che noi pensiamo di dormire comodi comodi sul materiale della NASA e invece dentro ci hanno messo della paglia, come facciamo ad essere sicuri che ci abbiano portato proprio il materasso con la memoria e non un altro mica ci han lasciato nessun documento i materassisti, come fai a dormire tranquillo? Delle volte pensiamo queste cose, sarà il nervoso. E allora abbiamo acceso la luce del bagno per non disturbare quello piccolo che intanto continuava a dormire senza sapere, che innocenza, e ci siam messi a cercare un biglietto un’etichetta un certificato uno stampato qualche cosa insomma e quando l’abbiamo trovata, alla fine era un’etichetta tutta colorata che la signora che fa il letto aveva sapientemente lasciato sotto le lenzuola, abbiamo pensato eccola che sollievo e adesso la teniamo di fianco al letto come una reliquia. Dopo nella penombra è apparso anche un nome, uno non sperava tanto, si chiama Arial, che bel nome, come gli archeologi che tolgono un po’ di polvere dalla parete di una grotta e sotto c’è un geroglifico. Ci hanno anche dato due cuscini in omaggio, per l’impronta della testa si suppone. Come a volte ti senti perduto e poi tutto si sistema, son cose che fanno pensare.

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#storie 

E han fatto questo film che si intitola Her dove un uomo parla con una donna che in realtà è una voce creata da un sistema operativo e io sono andato a vederlo e più andava avanti la storia più mi sembrava che stesse ferma, sì perché il protagonista e la donna che in realtà è un sistema operativo diventano amici, si innamorano, fanno pure l’amore, poi alla fine lei se ne va senza dargli spiegazioni, insomma proprio come nella più banale delle vite e in pratica non succede mai niente, non so almeno io la penso così. E allora quando è tornata la luce mi son detto fra me e me perché attorno era ancora tutto un silenzio e non volevo disturbare vuoi vedere che Fukuyama s’è sbagliato e invece della storia sono finite le storie? Poi oggi ho sentito al telegiornale che a Los Angeles sono molto preoccupati perché continua a piovere e forse gli si rovina la passerella degli Oscar, Her è candidato a 5 Oscar questo non l’avevo scritto chiedo scusa, e mi è subito venuto in mente un bel copione che in quest’epoca da fine delle storie secondo me ci starebbe benissimo, il copione fa così: la cerimonia degli Oscar rischia di saltare per la pioggia, gli organizzatori sono preoccupatissimi ma ottimisti e decidono di aspettare fino all’ultimo giorno per vedere se smette, però non smette, allora in fretta e furia chiamano una impresa di allestimenti e coperture specializzata in eventi all’aperto perché costruisca un riparo per gli attori in modo che non si bagnino mentre sfilano, il capo di questa impresa convoca tutti i lavoratori nell’androne principale della fabbrica e gli dice ce la dobbiamo fare, abbiamo solo 12 ore per riuscirci ma io so che voi potete che tutti insieme possiamo, salveremo gli Oscar avanti ragazzi lo spettacolo deve continuare a Los Angeles hanno bisogno di noi, e si vede come montano, coprono, martellano, inchiodano e dopo si vede l’orologio che va veloce troppo veloce e lui, il capo, che dà ordini ma sempre con quella fermezza gentile degli eroi, e alla fine ce la fanno e gli attori ringraziano tutti gli operai uno per uno. E questo film di Oscar sempre secondo me potrebbe prenderne un bel po’, anche più di 5, in quest’epoca da fine delle storie che stiamo vivendo dove pare che non ci sia rimasto più nulla da raccontare se no mica l’avrebbero fatto un film come Her, dai. Ammesso e non concesso che la vita possa essere banale, certo.

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#storie 

Io quando ascolto che qualcuno sta(va) dando fastidio a molta gente, non so, mi viene sempre da chiedere: “A chi?”.

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#geografie 

Oggi pomeriggio, alla fine dell’orario commerciale, dietro le serrande mezzo abbassate della pizzeria trattoria Bellagio della calle Sant Joan Bosco, una giovane signora bionda ha baciato in bocca - lungamente - un uomo con i capelli bianchi.

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#storie